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Inner Gobi

Monkey Diet
Inner Gobi

Provate ad immaginare un incrocio fra Antonius Rex, King Crimson e Hawkwind. Vi sarete allora – forse – fatti un’idea dei Monkey Diet, un interessante trio italiano quasi interamente strumentale (di questo Inner Gobi, la sola Moth è cantata), che fonde in maniera caleidoscopica hard chitarristico di matrice classica, ambientazioni spaziali (si ascolti con attenzione l’impiego dei due synth) e squarci progressivi di ascendenza dark (e qui il punto di riferimento potrebbero essere i Goblin).

Atmosfere oscure e vagamente sinistre (Slidin’ Bikes) ed echi dei Blue Oyster Cult più siderali vengono riletti in chiave molto personale, originale e creativa, libera da schematismi troppo rigidi o vincoli di sorta (The Endless Day of Robby the Ant).

Più che canzoni in senso stretto, quelle dei Monkey Diet si rivelano composizioni, articolate e complesse nella loro struttura. Ne costituisce un’ottima riprova la conclusiva Viking. Di certo, non si tratta di un prodotto per tutti, ma il talento puro c’è e l’ascolto è altamente consigliato.

Davide Arecco

Anno di pubblicazione: 2017

Genere: Spatial Hard Prog

Label: distr. Black Widow

4.5 Stars (4,5 / 5)