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Tale of a Dark Fate

L’albero del veleno
Tale of a Dark Fate

Torna a rifarsi sentire L’albero del veleno, che nel 2013 aveva destato una certa sensazione, tra gli addetti ai lavori, con lo splendido Le radici del male, uscito allora per la Lizard. E splendida è anche questa opera in due atti (Hypnos e Thanatos), introdotta da un preludio (The Poison Tree).

Il disco dei sei musicisti toscani è tutto strumentale e, sarà per la presenza della viola, ma ascoltandoli mi è venuto da pensare che se il John Cale più gotico avesse mai deciso di suonare progressive, forse avrebbe realizzato qualcosa di prossimo a quanto ci propone ora L’Albero del Veleno: un dark prog superbamente guidato dai synth e dall’interplay chitarre-tastiere, estremamente disinvolto e sicuro di sé nell’orchestrare trame musicali cinematografiche e, allo stesso tempo, molto potente e rock come impatto. Anche per questo può essere apprezzato da chi ascolta hard progressivo e metal sinfonico.

Chi ha amato – ma si tratta di pure indicazioni, per orizzontarsi – Jacula, Goblin e Daemonia, ma anche Quasar Lux Symphoniae, Barrock, Ars Nova e Animamorte, si procuri questo Tale of a Dark Fate. Non rimarrà infatti deluso: in questi solchi laser si respira tanta freschezza, sia compositiva sia esecutiva.

La tecnica del gruppo infatti è incantevole, oltremodo valorizzata dalla stupenda qualità dell’incisione.

Davide Arecco

Anno di pubblicazione: 2017

Genere: Progressive Rock

Label: distr. Black Widow

5 Stars (5 / 5)