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Evil in the Dark

Black Hole
Evil in the Dark

Recensire un disco dei Black Hole non è una cosa qualunque. I veronesi sono in pista, oramai, dal 1981 ed appartengono a pieno titolo alla storia del metal tricolore. Trentadue anni fa usciva Land of Mystery, un debutto che non è certo azzardato definire storico, uno dei dischi da culto più oscuri di sempre.

Con il secondo lavoro, Blooding Mask – inciso tra il 1988 e il 1989, ma edito solamente nel 2000 dalla Andromeda Relix di Gianni Della Cioppa – i Black Hole ridisegnarono il concetto stesso di doom, unendogli gothic metal, prog rock e new wave.

Quindi l’apparente oblio, interrotto adesso da questo inatteso e stupendo Evil in the Dark. Il disco – di ben dodici tracce, alcune assai lunghe e elaborate – è frutto di sessions dei primi anni Novanta e di nuove idee. Risultato: il polistrumentista Robert Measles, qui a suo agio anche con tastiere e drum machine, ha scritto, assieme al chitarrista Michael Sinnicus ed al batterista Robin Hell (presente su tre brani), un’altra pagina rivoluzionaria in ambito doom metal, ipotizzando quella che potrebbe essere la musica dell’universo agonizzante alla fine dei tempi, una musica crepuscolare da terra morente avviata verso il suo inevitabile tramonto – per riprendere in questa sede suggestioni care alla fantascienza di Clark Ashton Smith e Jack Vance; ed i Black Hole, lo si ricordi, prendono il nome da una pellicola fantascientifica del 1979 – che alla classica tradizione sabbathiana sa abbinare sapientemente echi del kraut rock più cosmico e squarci dark-wave anni Ottanta.

Il tutto con un impianto che rimane teatrale e liricamente ispirato a temi di natura filosofico-occulta, resi magnificamente da spettrali tastiere. Con i Black Hole il doom ancora una volta s’inoltra nello spazio interiore: Evil in the Dark è il lavoro della piena maturità espressiva, profondamente spirituale ed intimo, arcaico e futuristico nel medesimo tempo, alieno e geniale, che dimostra quanto effetti elettronici e chitarre computerizzate possano non stonare affatto in contesti, come quelli dark-doom, solitamente ultra-tradizionalisti. Siamo in presenza di un gioiello.

Davide Arecco

Anno di pubblicazione: 2017

Genere: Doom Metal

Label: Andromeda Relix

5 Stars (5 / 5)