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Stonehymn

Wind Rose
Stonehymn

I Wind Rose giungono al terzo album, quello che si definisce, di solito, della maturazione. In realtà la band toscana si era già dimostrata matura fin dagli esordi, grazie ad un power folk metal corale ed un’identità già ben definita. Con il nuovo “Stonehymn” Cristiano Bertocchi e compagni aggiungono un tocco western ai brani, come già avevano fatto gli Spellblast, creando un sound accattivante ed abbstanza personale. I punti di forza dell’album sono sicuramente i cori, sempre epici, così come il lavoro della sezione ritmica, puntuale e preciso nelle cavalcate battagliere. Il vocalist Francesco Cavaliere non è certo un virtuoso del microfono, eppure il suo vocione ben si sposa ai brani dei Wind Rose, che cercano la carica emotiva e l’energia in ogni passaggio delle song.

Se vogliamo cercare un punto debole di “Stonehymn”, lo ritroviamo nelle strutture dei brani, che sono simili tra loro e rischiano di somigliarsi un po’ troppo, con un inizio spesso acustico che si muove su tempi medi, fino ad esplodere in ritornelli magniloquenti. La durata dei brani si attesta sempre su tempi piuttosto lungi, circa 6/7 minuti, per lasciare spazio a tutti gli strumenti, così come le tastiere si inseriscono con arrangiamenti sinfonici, avvicinando i Wind Rose ai Blind Guardian. “Stonehymn” è un disco riuscito, ben confezionato e prodotto, che propone una manciata di canzoni che, siamo sicuri, dal vivo faranno sfracelli. Una band che non è più una sorpresa, da tenere d’occhio per il futuro.

Anno di pubblicazione: 2017

Genere: Power Folk Metal

Label: Inner Wound Recordings

3.5 Stars (3,5 / 5)