SKYLARK
The Storm and the Horizon

Gli Skylark sono stati e restano autentiche colonne del metal sinfonico, europeo e mondiale, tra gli iniziatori del genere in Italia. Tutto iniziò con l’indimenticabile debutto, auto-prodotto, The Horizon and the Storm, apparso nel lontano 1995. Oggi, a vent’anni da allora, e per celebrare giustamente la ricorrenza, la band milanese inverte le parole di quel titolo e licenzia The Storm and the Horizon, in edizione deluxe. Una confezione a dire poco stupenda: un libro-cofanetto splendidamente illustrato, con dentro 4 compact.

Trattasi di altrettanti dischi diversi tra loro, che fuori dai nostri confini sono o saranno editi in forma separata. Tutto viene illustrato nel booklet, con i vari album spiegati in ogni sezione, non senza – naturalmente – le diverse copertine (presenti anche sul retro). Abbiamo Divine Gates Part V,con i due capitoli The Road to Light e The Dragon’s Gate: il primo è una compilation uscita in Giappone e Messico nel 2013, con una scaletta rivista e riassunta in un unico CD; quanto al secondo, è una ri-registrazione ex novo di Dragon’s Secrets (che vide la luce nel 1997). Vi è poi il disco Eyes, pubblicato in America meridionale nel 2014 e distribuito in Giappone – dove il gruppo, si sa, è molto amato – sotto il formato di EP, in questa nuova veste album vero e proprio. In parte, si tratta di un’appendice a The Storm and the Horizon, poiché sono presenti brani con diverso cantante e missaggio differente.

Né mancano inediti, tra cui un pezzo scritto e cantato da Fabio Dozzo, per un totale di oltre un’ora di nuove registrazioni, con, in più, due rimasterizzazioni di brani lunghi dal vecchio repertorio. Dulcis in fundo, si conclude appunto con The Storm and the Horizon, un full-lenght CD nuovo di zecca e con alcune chicche anch’esso (cover e remakes), per una durata di ben ottanta minuti. Tutti e 4 i CD hanno, oppure avranno, stampa autonoma all’estero: solo Eyes è un EP fuori dall’Italia e potrebbe avere, solamente in questo imperdibile digibook, la sua long-version. Gli Skylark di Eddy Antonini e Roberto ‘Brodo’ Potenti avrebbero potuto realizzare per il ventennale un album di cinquanta-sessanta minuti con soltanto brani nuovi, ma hanno preferito optare – mi sento di dire: giustamente – per una grande opera, a 360 gradi, che racchiude la loro storia, la attualizza e proietta nel futuro.

In tutto cinque ore di grande musica, di cui tre ore e mezza di nuove incisioni fra pezzi inediti, interessanti rifacimenti e covers (alcune delle quali fedeli agli originali, altre – quelle giapponesi – risuonate in un’aggressiva versione power-speed). Si sarà a questo punto compreso che The Storm and the Horizon è qualcosa di epocale e irrinunciabile.