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In Principio

Monnalisa
In Principio

Il confine tra il classico hard rock melodico e il progressive di marca inglese è sempre stato – e per fortuna – abbastanza labile. Basti pensare a gruppi della NWOBHM come Limelight, Triarchy e EF Band. Questa nuova realizzazione della Andromeda Relix di Gianni Della Cioppa – specializzata in riscoperte di nomi storici del metal di casa nostra e nel lancio di nuove valide leve – ne costituisce una nuova ed ulteriore, quanto felice, prova.

In questi sette brani (per quaranta minuti di musica), i Monnalisa sciorinano un prog, hardeggiante e molto caldo, adorabilmente vintage, ancorato – tanto con decisione quanto con orgoglio – negli anni Settanta italiani, inclusa la scelta di cantare in lingua madre.

Sono soprattutto i suoni di tastiera, largamente analogici, del keyboards-wizard e cantante Giovanni Olivieri a rendere piacevolmente ‘antico’ questo valido prodotto. Antico, ma non vecchio: si ascoltino al riguardo i synth che aprono la seconda traccia, l’avvolgente Il segreto dell’Alchimista, o la terza, Catene invisibili: pezzi epici e quasi sontuosi, molto sostenuti e ricchi di fantasia.

Oltre è più moderna e tecnologica, mentre più riflessive appaiono Viaggio di un Sognatore e la conclusiva Ricordi. Testi e copertina, anch’essi, sono in linea con la tradizione dell’hard rock progressivo degli anni ’70 italiani. Questo In Principio (il titolo lascia ben sperare) si candida come uno dei migliori dischi del genere di quest’anno appena iniziato.

Davide Arecco

Anno di pubblicazione: 2017

Genere: Hard Prog

Label: Andromeda Relix

4 Stars (4 / 5)