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Il Tempio delle Clessidre
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Nuovo fantastico capitolo, nella storia del Tempio delle Clessidre, una delle migliori realtà musicali di casa nostra, sempre su Black Widow. Quasi un’ora di musica, nella miglior tradizione della band, sempre originalissima nella sua proposta, sospesa come un sogno etereo in cui hard rock classico e prog sinfonico coabitano felicemente, in maniera oscura e classicheggiante, melodica e colta. Resta tutta la magia del progressive analogico dell’Italia anni ’70: si ascoltino con attenzione, al riguardo, le calde e sinuose tastiere di Elisa Montaldo ed il pulsare del basso di Fabio Gremo.

Una potenza al limite del doom sabbathiano (già frequentato con intelligenza e personalità dai cinque in passato) ed imparentata con trame dark mai scontate, non lesina sperimentazioni anche coraggiose. Il quintetto sa creare un vero e proprio wall of sound, epico e compattissimo, fatto di pause e ripartenze che non lasciano fiato. Assai azzeccato, poi, l’uso della chitarra classica, capace di impreziosire non poco il tessuto cromatico di composizioni come Spettro del palco (gran titolo) e Prospettive, caleidoscopio di immagini e sensazioni timbriche che fotografano al vivo tutto lo spettro creativo del Tempio.

Gli altri brani – La parola magica, Come nelle favole, Nuova alchimia, La spirale del vento – non sono certo da meno ed innalzano anzi ulteriormente di valore la qualità complessiva di un disco davvero splendido.

Davide Arecco

Anno di pubblicazione: 2017

Genere: Hard Progressive / Dark-Doom Metal

Label: Black Widow

5 Stars (5 / 5)