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Bellathrix

Una stupenda copertina, epica e fantastica. Un’intro tastieristica e fantascientifica, con un evocativo recitato maschile. E quindi Before the Storm: inizia così la battaglia delle Bellathrix, che con il loro Orion – composto, oltre che dal suddetto preludio, da sei validissimi brani e dall’emozionante cover di The Ritual della Strana Officina, interpretata con una intensità oggi rara e coinvolgente – offrono un ottimo disco di classico heavy ottantiano: duro, intriso di melodia e fiabesco (come ad esempio nel fantasy metal di King of Camelot), il tutto con un bel connubio di tecnica e passione. Ragione e sentimento. I brani di Orion vantano, fra l’altro, una bella scrittura e sono piuttosto variegati. Inoltre non mancano numerosi ospiti di pregio. Ma lasciamo alle Bellatrix e a Lally Cretella la parola.

Quando e come sono nate le Bellathrix?

Ciao Davide e ciao a tutti. Bellathrix è un gruppo nato dall’incontro tra Stefy e Lally, amiche di vecchia data (che iniziarono a suonare insieme nei lontani anni Ottanta e poi seguirono diversi percorsi musicali), che decidono di mettere su un gruppo per fare del sano rock vecchio stile. Il tutto completato dagli altri componenti del gruppo che sono musicisti, artisti e rockettari di un certo livello (Elisa, Steve e Daisy).

Il vostro approccio stilistico e il vostro sound rinviano al più tradizionale metal anni Ottanta, potente e melodico, rinato oggi a nuova vita…

Beh, speriamo proprio che il metal classico rinasca davvero a nuova vita. Come si può sentire da Orion, noi effettivamente non l’abbiamo mai lasciato andare, scorre nelle nostre vene. Amiamo profondamente l’approccio pulito e l’impatto che dà.

Ieri le fanzine ciclostilate, lo scambio di duplicazioni su nastro, le difficoltà nel trovare i dischi e le etichette per le quali incidere… oggi numerose ed eleganti riviste in edicola, gli mp3, tanta attenzione da parte pure di major, il web… Ma è davvero il paradiso che sembra? E poi, Lally, ti manca qualcosa di quei giorni?

Se dobbiamo dire la nostra, sicuramente la tecnologia ha i suoi lati positivi, tante cose sono molto più semplici da trovare ed è, forse, tutto più alla portata di chiunque sia interessato. Però, come dice il vecchio detto, non è tutto oro quello che luccica. A volte è tutto un po’ troppo virtuale. Quello che manca è l’esperienza live. Ormai sono rimasti pochi locali e non tutti disposti a fare rock e, soprattutto, le nuove generazioni non sono molto interessate alla musica live purtroppo, come invece eravamo noi negli anni ‘80.

Le Bellathrix e la Strana Officina: un modello? O forse molto di più… un amore musicale per chi resta un mito…

La cover della Strana Officina nasce dall’esigenza di rendere tutti gli onori a questa band che tanto ha dato e continua dare all’Heavy Metal italiano. The Ritual è essenza e purezza del classico heavy e ci sono i riff e gli assoli di Fabio Cappanera: insieme a Tommy Massara (Extrema) e Pier Gonella (Mastercastle, Vanexa, Necrodeath, Athlantis) abbiamo cercato di dare un valido contributo per ricordare un Grande: i nostri differenti stili si sono fusi in un omaggio a Fabio, al suo gusto, alla sua tecnica che, si spera, rimarranno nella memoria della vecchia e speriamo anche della nuova generazione.

Nel vostro CD d’esordio suonate con il grande Pier Gonella: che cosa significa per voi lavorare con un musicista come lui?

Con Pier è stata una bellissima esperienza artistica, anche formativa. Ha dato il suo validissimo e ricercato contributo chitarristico in tutti i pezzi in studio, in una collaborazione sia come artista che come studio di registrazione. E’ stato un vero onore per noi lavorare con lui.

Le Bellathrix e la Black Widow Records: quanto è importante e che cosa rappresenta per voi il sodalizio con la storica label di Genova e il suo appoggio?

Molte etichette pensano solo al guadagno. La Black Widow è diversa. Massimo Gasperini ed i suoi soci sono un raro esempio di come si lavora con passione e competenza. Di questi tempi trovare qualcuno che ti stima e crede in quello che fai è raro. Per questa ragione ci riteniamo fortunati a far parte della loro scuderia.

Con quali ascolti siete cresciute e quali artisti apprezzate della scienza hard/metal odierna?

Noi amiamo tutta la musica, se è fatta bene e con il cuore; ma è evidente che siamo metallari fino al midollo. Per quello che riguarda la scena odierna, ci sono molte band valide, difficile citarle tutte. Per quel che mi riguarda, mi piacciono molto i Circus Maximus, amo la voce del cantante e adoro come il chitarrista metta la tecnica a servizio del gusto. Live sono una bomba e l’album Nine è un capolavoro.

Cos’è la musica per voi?

Vita: un’ancora di salvezza nei momenti difficili e una colonna sonora nei momenti belli. La Musica è magia, è parte dell’uomo sin dalla notte dei tempi. Il cuore di ogni creatura vivente in questo pianeta batte ed ha un ritmo ben preciso, quello della Terra. Ci sono i fortunati che lo sentono …. E ci dispiace per gli altri J

Progetti futuri?

Stiamo lavorando al secondo CD. Senza fretta, come per il CD precedente, l’importante è l’anima. Inoltre parteciperemo al festival metal Internazionale che si terrà a Genova il 29 luglio prossimo. Il fatto che sarà a Genova, la nostra città, sarà per noi un motivo in più per dare il meglio. I biglietti sono già in vendita sul sito Happy Ticket.

Intervista a cura di Davide Arecco