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TUTTI I COLORI DELLA NOTTE: M.A.G. Metal Fest, Genova, Teatro Carignano, 13 maggio 2017

Un concerto-maratona davvero splendido, quello che si è tenuto la sera di sabato 13 maggio 2017, a Genova, nella suggestiva e adattissima cornice del Teatro Carignano, ex chiesa sconsacrata. Il dark-doom e l’heavy più classico sono stati gli assoluti protagonisti dell’evento, che ha raccolto un folto e appassionato pubblico. A aprire le danze sono stati i liguri Damnation Gallery, che hanno proposto i cinque brani del loro mini-CD di debutto, appena uscito per la Masked Dead Records: un ottimo e cattivissimo concentrato di black-thrash anni Ottanta, con echi NWOBHM, statunitensi (Anthrax) e europei (primi Mercyful Fate, soprattutto); vera protagonista, la cantante Scarlet, che ha veramente scaldato i presenti, anche con la cover di Vampire dei Death SS, grazie ad una performance al calor bianco, degna degli Opera IX che furono.

A seguire, sono saliti sul palco i Bellathrix: nonostante non pochi problemi tecnici e di mixer, il quintetto genovese ha sfoderato muscoli e grinta, all’insegna del più classico metal ottantiano; belle e brave (su cinque componenti tre sono donne), le Bellatrix sono state accompagnate, nell’esecuzione di un pezzo, dal grande Pier Gonella (il quale ha suonato anche sul loro ottimo esordio fresco di stampa, Orion) ed hanno chiuso con un’entusiasmante jam hard and heavy, chiamando sul palco i Vanexa, che avrebbero suonato di lì ad un’ora.

E’ stata, quindi, la volta degli Arcana 13: il gruppo riminese ha letteralmente mesmerizzato gli ascoltatori, con un massiccio ed ipnotico doom-stoner desertico, ideale colonna sonora per un inquietante ed esoterico viaggio dal sapore occulto e siderale, molto cinematografico; azzeccatissima, in merito, l’idea di proiettare, alle spalle della band, lungo tutta la durata della performance, un sapiente montaggio di scene tratte dai più classici film gotici ed horror del passato (Inferno di Dario Argento, I quattro dell’Apocalisse di Lucio Fulci, La maschera del Demonio di Mario Bava, La montagna sacra di A. Jodorowsky, sino – ancora di Argento – a Suspiria, di cui è stato magistralmente eseguito il famoso tema dei Goblin).

E’ stata a quel punto la volta degli acclamatissimi Vanexa, autori di un concerto a dir poco spettacolare e tiratissimo, tra classici vecchi e nuovi: un momento davvero emozionante per molti dei presenti, i quali hanno potuto apprezzare autentiche glorie nazionali del nostro migliore HM; lo storico speed metal di Ten Thousand Nights, l’inno Metal City Rockers, i vecchi cavalli di battaglia, resi forse più furiosi ancora, ed i nuovi micidiali brani – con un bis, richiesto a gran voce dal pubblico – ci hanno confermato l’eterna realtà di un act in formissima e sempreverde, in pista dal 1979 eppure grintoso e capace di incendiare i cuori con esecuzioni compattissime (quasi thrash a tratti) e al fulmicotone, sia pure con la giusta e necessaria dose di melodia. A chiudere la serata Mario ‘The Black’ Di Donato e il suo trio, purtroppo pure lui penalizzato inizialmente da seccanti problemi di carattere fonico.

Il grande chitarrista e pittore abruzzese, storico musicista e vero pioniere del metal italiano, fondatore e leader indiscusso di band di culto dell’heavy più mistico ed oscuro (i Requiem, si rammenti), non si è peraltro scomposto troppo e, vista l’ora oramai tarda, ha accompagnato perfettamente nella notte il pubblico rimasto, con un dark-doom religioso ed ancestrale: un monolite stentoreo e un’alchimia sonora densa di riverberi, resa ancora più particolare da uno stile chitarristico inconfondibile quanto originale, figlio altresì di una sempre ottima scrittura musicale. Il degno coronamento per una serata che saranno in molti a ricordare. Un plauso ed un rigraziamento vanno a Black Widow ed agli altri partner coinvolti nell’iniziativa per aver organizzato un evento così importante e riuscito insieme.

Davide Arecco

 

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