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Wine of Heaven
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Mastercastle
Wine of Heaven

Tornano gli Mastercastle, metal band italiana con influenze tradizionali e neoclassiche fondata dal chitarrista Pier Gonella (Necrodeath / ex Labyrinth) e dalla vocalist Giorgia Gueglio. La line up si completa con il bassista Steve Vawamas e il batterista Alessio Spallarossa (Sadist).

Arrivati alla loro quinta release, questo “Wine of Heaven” tratta un concetto intrigante, incentrato sul vino visto come nostro spirito e linfa vitale. Prodotto da Pier Gonella ai MusicArt Studios, composto e registrato direttamente in studio senza pre-produzione. Ne è risultato un prodotto spontaneo nelle 9 tracce presenti, con suoni molto moderni, distribuito da Scarlet Records dal 19 maggio 2017.

La prima traccia “Drink of Me” inizia con un suoni elettronici subito affiancati dalla chitarra ritmica di Pier, sottolineo questo concetto per mettere in risalto il fatto che tutto il disco si gioca su un ottimo equilibrio tra suoni di tastiera e chitarra che sono sostenuti dalla bella voce si Giorgia. Ottima melodia, quasi un richiamo ad un sound del pop anni ’80.

Space of variations” ha un inizio più energico con un ritmo molto cadenzato e una leggera vena malinconica ma con un chorus esplosivo nel ritornello. Molto bello l’intreccio tastiere, chitarre, batteria.

La terza traccia è la title track “Wine of Heaven” viaggia su riff molto heavy con una linea di basso molto aggressiva. Melodica e sinfonica dal ritornello trascinante.

Hot as Blood” suona molto in stile rock classico e scivola via scorrevole come la bella “Shine on Me“, dove sono ancora melodia e la voce di Giorgia a caratterizzarla.

Black Three’s Heart” potrebbe essere considerata la ballad del disco, ma non ci si deve far ingannare dal quieto inizio col piano. Nel suo proseguo diventa più oscurata e drammatica ed è supportata da un grande assolo di Pier Gonella.

Degno di nota è il finale del cd che presenta due cover. La prima è una traccia strumentale, “Castle in the Sky” del compositore, pianista e regista giapponese Joe Hisaishi. In questa traccia la band mette bene in risalto le proprie capacità, trasformandola in una traccia heavy-prog, mantenendo la linea sognante originale. Forse è proprio la traccia più esaustiva che fa comprendere quanto bene siano bilanciati gli strumenti fra di loro.

L’album termina con la seconda cover, “Making Love” di Yngwie Malmsteen. Classico rock in versione più “morbida” che risulta comunque essere un’ottima conclusione per questo disco.

Wine of Heaven è davvero un buon lavoro, dove la melodia delle tastiere accompagnate a pesanti riff di chitarra e alla voce femminile rendono questo album speciale e sicuramente da non perdere!

1. Drink of Me
2. Space of Variations
3. Wine of Heaven
4. Hot as Blood
5. Shine on Me
6. Black Three’s Heart
7. Enlightenment
8. Castle in the Sky
9. Making Love

Anno di pubblicazione: 2017

Genere: Symphonic & neo-classical Metal

Label: Scarlet

4 Stars (4 / 5)