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Nemesis Inferi

I Nemesis Inferi sono una delle migliori band metal italiane di oggi. Il gruppo ha pubblicato tre CD – Sins of Eden (Northern Darkness, 1998), Another Kind of Evil (Fuel, 2010) e Natural Selection (Fuel, 2015) e svolge una bella attività concertistica. Li abbiamo potuti sentire e realizzare, pertanto, l’intervista che segue.

1) Credo che la vostra musica, che personalmente apprezzo tantissimo, possa soddisfare sia i defenders che amano il true metal più classico degli anni Ottanta, sia i cultori del thrash. Nel vostro ultimo disco trovo, infatti, soluzioni compositive e sonore che possono ricordare primi Metallica, Slayer, Bathory e Venom. In precedenza il vostro approccio non è stato distante dal black e dal death melodico svedese, epico e tastieristico, di Dark Tranquillity e Therion. Siete d’accordo?

Natural Selection è stato per noi l’album della svolta artistica, l’abbandono delle sonorità black/death sinfoniche, a favore di un approccio più metal/rock. In realtà, il disco abbraccia più generi, ogni canzone ha una propria personalità e potrebbe essere usata come singolo. Sicuramente i Metallica sono una grande influenza, cosi come Rob Zombie, Black Sabbath, Type O Negative e Led Zeppelin. Abbiamo accantonato le influenze sinfoniche ed in parte l’uso dello scream nella voce perchè erano diventate per noi una forzatura. Nessun nuovo disco dei Nemesis Inferi sarà simile al precedente comunque. Non è mai stata una nostra prerogativa essere legati ad un solo genere; non ci interessa. Preferiamo esplorare e sperimentare, progredire o regredire.

2) Ci raccontate le vostre origini e la vostra storia?

Il gruppo, come Nemesis Inferi, nasce nel 1997. All’epoca ero il più giovane nella band e con quella formazione abbiamo pubblicato il debut Sins Of Eden. In seguito, pur con qualche cambio (Selezione Naturale, ah ah), la line up si è stabilizzata ed abbiamo pubblicato Another Kind of Evil e Natural Selection, oltre ad aver suonato molti concerti, alcuni anche con band internazionali di tutto rispetto. L’unico lato negativo dei cambi nella line up è che ora sono il più vecchio del gruppo! Ah ah!!!

3) Quali artisti, odierni e soprattutto di ieri, apprezzate di pù?

Come già detto, Metallica, Slayer, Black Sabbath, Type O Negative, Rob Zombie, Cathedral, Pantera, Kiss, Black Label Society, ed abbiamo tutti un amore folle per i Ghost [non siete i soli! NdR]. Menzione a parte la meritano quelli che consideriamo i migliori artisti della scena italiana: Death SS e Paul Chain.

4) Cosa significa per voi fare rock e suonare metal in particolare?

Per noi suonare Hard Rock è come respirare! Di vitale importanza! E ne seguiamo alla lettera tutti gli insegnamenti. Se volete provare una serata Rock, come si deve, venite da noi! Ah ah!!!

5) Oggi possiamo dire di vivere un momento di grande rinascita del movimento metal. Molti grandi sono tornati a fare ciò che li aveva reso celebri, mentre nuove band crescono sempre di più di numero e dimostrano, credibilmente, di saper attualizzare la grande lezione del passato, in particolare degli Eighties. Penso soprattutto agli ambiti del classic metal (Ambush, Lethal Steel, Cauldron, Dark Forest e Magister Templi) ed ancora del letteralmente risorto thrash e speed (Evil Invaders, Septagon, Meshiaak; gli ellenici Sacral Rage; in Italia oltre a voi Negacy, No Man Eyes, Alltheniko). Che ne pensate, anche in previsione di sviluppi futuri della scena?

Sicuramente c’è fervore nella scena, con molti gruppi anche giovani. E questo è un bene. Ma molte cose sono cambiate. Il business è cambiato ed il modo di vivere la musica è diverso. Sicuramente l’attitudine metal si è un pochino persa. E l’attitudine nel metal fa il 90% del lavoro. Vediamo troppe band con simulatori e troppo poche con amplificatori valvolari, troppi batteristi giocolieri e pochi che suonano un 4/4 dritto, troppi cantanti pettinati bene e pochi sudati. Non mi riferisco comunque ai gruppi da te citati, perchè i gruppi true ci sono sempre!

6) Un tempo, a cavallo dei primissimi anni Novanta, era tutto più artigianale e difficile, specie qui da noi in Italia. Vi manca un po’ quel periodo – fatto di tape trading, duplicazioni e tanta purezza underground (oggi resa affascinante pure dal trascorrere del tempo) – e che cosa ne rammentate?

Infatti! Prima era tutto più cool!!! La musica la vivevi e l’amavi veramente! L’oggetto, vinile o cd, era considerato come il Sacro Graal e si passavano i giorni ad ascoltarli ed ammirare le copertine. La gente ti scriveva per lettera per avere il tuo demotape e tutto aveva un significato profondo, quasi mistico. Si creava un legame che oggi con la tecnologia è andato perso.

7) Nella vostra proposta artistica ho avvertito, in diversi passaggi, echi dark-doom. O sbaglio?

Non sbagli! Siamo amanti delle sonorità doom, delle accordature ultra ribassate e delle frequenze abissali. Ci piace creare dei passaggi nelle canzoni che lasciano grande respiro all’ascoltatore. Una sorta di “momento”, in cui è la musica a parlare e far vibrare i tuoi pensieri in una sorta di viaggio. Ma non un viaggio di semplice fuga; un viaggio di scoperta.

8) Quali sono i vostri progetti futuri?

Stiamo componendo le canzoni che andranno a costruire il nostro quarto album! Natural Selection ha lasciato molte strade aperte per quanto riguarda lo stile musicale da seguire. Sicuramente il nuovo singolo in anteprima, Hate my Name, che abbiamo pubblicato questa estate, lascia intravedere uno spiraglio ancora più rock. Vedremo… sicuramente a breve sulla nostra pagina facebook daremo delle news interessanti a riguardo!!! Stay (De)Tuned!!!

Davide Arecco