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Ivory

Volli, sempre volli, fortissimamente volli, perchè se non è determinazione questa, ditemi voi cos’è!!! Indistruttibili Ivory, on the road da una vita, la formazione torinese in questione, continua imperterrita a macinare uscite discografiche, nonostante le difficoltà oggettive che gli si sono paventate nell’ultimo periodo, dimostrando ancora una volta, più con i fatti, che con le parole, d’essere un classico esempio, di dedizione ed amore viscerale per la musica suonata e concepita, di chi non si vuole arrendere mai, nemmeno difronte alle facili evidenze. E nonostante abbiano raccolto meno di quanto seminato lungo una carriera, che oramai si protrae da sempre, i nostri tornano ad incrociare i propri strumenti, in una sorta di comunione d’intendi che, per fortuna, ha dato luogo ad un nuovo step ufficiale, che possiede tutte le potenzialità, per poter fare bene sulla lunga distanza.

Intervista a cura di Beppe “HM” Diana

Ciao Salvo, l’ultimo vostro album in ordine cronologico “Time for revenge” è uscito quasi sette anni or sono, anche se, a ben vedere, ti andrebbe di tracciare un punto sulla situazione della band ad oggi?
Salvo: Ciao Beppe, quando un paio di anni fa (o poco più) Luca in un rovente giorno d’Agosto mi telefonò per propormi di rimettere in piedi la band chiarimmo subito che questa volta ci si sarebbe dovuti divertire o non se ne sarebbe fatto nulla. Troppi stress in passato hanno compromesso l’iter della band togliendo quell’aspetto fondamentale che dovrebbe sempre esserci quando si suona, ovvero “divertirsi”.
Oggi con i nuovi innesti di Roby al microfono e Claudio alla batteria si è creato un gruppo di amici prima ancora che di musicisti. Ognuno è coinvolto più che mai nell’attività del gruppo, e c’è un apporto di passione ed entusiasmo coinvolgente.
Posso affermare che non vi sia mai stato un simile equilibrio in questa band, ora a prescindere da tutto è veramente un piacere trovarsi e suonare insieme e spero che nell’album traspaia tutto ciò.
Potete ritenervi soddisfatti del feedback ricevuto con la vostra prima uscita discografica ufficiale?
Salvo: per quel che concerne stampa e pubblico sì. Fu accolto molto bene devo ammettere. Certo promozione e distribuzione furono quasi inesistenti e poi con i problemi di line up che seguirono devo ammettere che facemmo poco a supporto di Time for Revenge.
Oggi contiamo di rifarci, c’è più entusiasmo che mai e la nostra label, Buil2Kill Records/Nadir Promotion, si sta muovendo davvero molto bene, speriamo di continuare così!!

Rispetto ad un passato non tanto recente, il vostro stile musicale si è evoluto verso un hard rock con influssi marcatamente bluesy, senza per questo aver minimamente rinnegato le vostre radici primigenie, un progresso/crescita artistica che, mi pare di capire, si pone in stretta relazione con la vostra consapevolezza di aver finalmente raggiunto una certa maturità a livello puramente tecnico/compositivo…..pensi che oggigiorno si possa risultare personali pur non rinnegando affatto le proprie radici formative?
Salvo: Sai, son convinto che ogni disco che abbiam fatto sia la precisa fotografia di quel che si era musicalmente all’epoca di ogni singola produzione. Time for revenge era forse troppo eterogeneo e subiva ancora le influenze dell’onda power che aveva sommerso la scena rock italiana. In Italia sembrava che fossero tutti power, prog…. power/prog!! E ci sono tante band ottime in tal senso, che hanno sdoganato il metal italiano all’estero più che mai. Noi però preferiamo il nostro angolino hard rock, aperto a chiunque abbia la curiosità di seguirci.
Oggi abbiamo ricompattato la line up ritrovandoci anche in modo più coerente sui gusti musicali. Nulla di organizzato a tavolino, ma componendo la maggior parte delle musiche per me è molto più spontaneo andare in direzione “hard rock”!! Le mie radici primigenie, come suggerisci, sono Van Halen, Mr Big, Whitesnake, Deep Purple, ma anche il prog dei Dream Theater e quindi mi viene spontaneo proporre pezzi da power trio, più che il rincorrere progressioni neoclassiche per quarte e quinte, accordi minori a carrettate e stoppati in sedicesimi su tonica e quinta come molti facevano a fine anni novanta!!!!!!!!!! Ripeto, ci sono altre band che fanno power egregiamente senza risultare stucchevoli o ripetitive e ben vengano.
Io invece adoro le nuove uscite di gruppi come The Winery Dogs, o Chickenfoot che hanno ripreso il sound di Zeppelin, Van Halen e Purples rileggendolo in chiave “attuale” a livello di sound e produzione

Quindi mi pare di capire che le esperienze “open mind” di Luca e le tue con la cover band, hanno portato nuova linfa vitale al vostro “progetto” musicale?
Ma anche di Claudio e Roby!! Ognuno di noi ha trascorso più o meno tempo in cover band e ci si è divertiti. Non le demonizzo affatto, anzi è uno dei pochi espedienti utili a suonare dal vivo e può essere che in qualche modo abbiano influito sul nostro sound……

Luca parliamo appunto di “A moment, a place and a reason” album che, sin dal titolo alquanto esplicito, non vuole lasciare nessun fraintendimento, dico bene?
Luca: Un titolo che vuole racchiudere l’essenza di un percorso musicale che ci ha portati al sound attuale semplicemente seguendo il cuore, cogliendo l’attimo. La ragione e il cuore si necessitano vicendevolmente per dare concretezza ad una vena compositiva che evolve ma che, in qualche modo, è sempre quella istintiva degli inizi. Il risultato questo album: onesto, genuinamente hard rock, come la band d’altronde!
Vorremmo che anche a distanza di tempo potesse significare qualcosa per chi lo ha ascoltato e, rimettendolo nel lettore riportasse alla memoria “un momento”, “un posto” o “il motivo” per cui si scelse di fare qualcosa…. Da qui le tre parole del titolo

Come e in che occasione sono nate le idee che portano ai nuovi brani, e soprattutto, in che occasione avete deciso di reintegrare in formazione il mitico Roby già presente sul vostro “ghost” album?
Luca: l’approccio compositivo non è cambiato molto; a me piace proporre canzoni complete, linee musicali e testo con una linea vocale tracciata. Sul brano poi si lavora insieme negli arrangiamenti.
Tutto può essere propedeutico alla nascita di una song, anche se, personalmente ho abbandonato le tematiche storiche o mitologiche in favore di argomenti più intimisti.
Salvo: Io mi sono occupato di gran parte della composizione delle parti strumentali dell’album, a differenza di Luca inizio istintivamente da un riff o una progressione armonica che registro sull’ipad per poi svilupparla in sala prove con gli altri. Raramente porto anche il testo insieme; è successo con Blues for Fool, la traccia conclusiva, sebbene poi Roby abbia dato il suo contributo riarrangiando alcune linee vocali e lavorando sulla fonetica dei versi in funzione della melodia.

Non a caso mi sembra proprio che il suo apporto si sia rivelato di fondamentale importanza per l’economia finale del disco, tu come la vedi?
Salvo: Quando decidemmo il nome di chi avrebbe sostituito Ivan eravamo tutti d’accordo su Roby e sin dal primo giorno si è creato un grande affiatamento tra tutti noi. Ha lavorato alla grande sin dal primo giorno e si è occupato di gran parte delle linee melodiche delle canzoni; sembrava quasi che il tempo non fosse mai passato da quei mitici giorni di 15 anni fa agli Zenith Studios!!!!!!!!

Roby com’è stato tornare attivo in campo discografico dopo un silenzio durato tanto/troppo tempo? Ti sei calato alla perfezione nelle liriche dei nuovi brani della band, oppure hai apportato qualche nota/stravolgimento di rilevante importanza? E se non è troppo, sapere di avere ospite in uno dei brani il mitico Vic Mazzoni, ti ha spinto veramente a dare di più?
Roby: tornare attivo…..sai Beppe, anche se in altri generi io non ho mai smesso nel bene o nel male di far musica e di collaborare con musicisti diversi, dopo lo split con i Projecto e chi mi conosce bene come tu stesso sa che il mio background vocale attinge anche a quell’epoca al genere hardrockettaro, in cuor mio ho sempre amato cantare in queste sfumature e ti dirò che dopo una piacevolissima parentesi musicale trascorsa in una bella tribute-band ai Led Zeppelin da me adorati, essere ricontattato da Salvo e Luca e i loro nuovi progetti che ben si sposavano con i miei gusti e idee, è stato estremamente emozionante e stimolante sia dal punto di vista musicale che umano aggiungendo anche l’affiatamento con Claudio.
Se proprio devo dirla tutta Beppe quando Salvo propose l’idea su “Blues for Fools” di un duetto chitarristico con un ospite di nomi ne sono usciti parecchi tra di noi, poi visto la mia chiesi a Salvo di che ne pensava su Vic e fu entusiasta dell’idea! Figurati io! Avere Vic con il quale per anni ho condiviso nella band precedente un suo solo su questo disco per me è stato un regalo immenso e so che la cosa è reciproca, in più non è solo una cosa che ha fatto contento me ma anche gli Ivory in toto ed è questo l’importante.

Salvo e la presenza di Alexandros come la dobbiamo leggere? Solo un ospite saltuario, oppure pensi che, in futuro, possa ritagliarsi una parte da protagonista all’interno della vostra line up ufficiale?
Salvo: Con Ale ci conosciamo da tanti anni e quando abbiamo deciso di aggiungere alcune parti di tastiera su alcuni pezzi abbiamo subito pensato a lui perché oltre che un ottimo tastierista è anche molto versatile e professionale. Come ti dicevo però abbiamo raggiunto un bellissimo equilibrio all’interno del gruppo e al momento preferiamo mantenere il sound da power trio più voce; poi magari chissà, in futuro potremmo sentire la necessità di inserire nuovamente un tastierista in pianta stabile eheh

Claudio tu che sei un intenditore di melodic rock/hard rock, come pensi possa essere accolto un album come il vostro, visto che, negli ultimi anni, molte delle produzioni del genere più elitario per eccellenza, sono contornate all star band?
Claudio: Ovviamente spero davvero venga accolto positivamente!! Il rock melodico è amato da tutti noi e credo che nel disco si senta in modo forte e chiaro!!

Quali invece le vostre aspettative? Vendere un buon numero di copie che vi permetta di mettere in cantiere un successivo album, oppure cercare di raggiungere un numero sempre maggiore di appassionati?
Certamente vorremmo che l’album venisse ascoltato e apprezzato il più possibile, ci piacerebbe raggiungere posti dove ancora questo tipo di rock viene ascoltato con la nostra stessa passione, ma certo non pensiamo a vendite o ricavi. Quel che suoniamo lo suoniamo per pura passione e un complimento vale più di qualsiasi cifra, credimi!!
Se suonassimo per soldi faremmo tutt’altro genere!!!!!!!!!!!!

Se non sbaglio a supporto dell’uscita del disco sono previste delle date live, la prima delle quali di supporto agli vedesi Bai Bang, dico bene?
Sì è la prima data confermata al momento, saremo il 5 marzo al Padiglione 14 di Collegno, poi ci sarà un’altra data a Genova ma non abbiamo ancora ulteriori informazioni e speriamo molte altre a seguire. In ogni caso sul nostro facebook metteremo tutti gli aggiornamenti possibili: www.facebook.com/ivory.rock
A tal uopo non posso fare a meno di chiederti qualcosa inerente alla situazione locale: è triste vedere a volte gruppi che fanno un buon lavoro e poi vengono in pratica ignorati. A Torino poi sembra che il problema si amplifichi, vuoi per la quasi mancanza di location, o per i preconcetti e conseguente indifferenza del pubblico…
Salvo: Sì è desolante, ci sono e ci sono stati gruppi fantastici, ma c’è anche una assurda rivalità…. Incomprensibile, mors tua vita mea sembra il motto di alcuni!!!! Noi non vogliamo addentrarci in nessuna polemica, né inerenti i locali, né la solidarietà tra band che da parte nostra c’è e ci sarà. Anzi invito le band che hanno voglia di suonare insieme e i locali che possano essere interessati a supportare la scena locale a contattarci, massima disponibilità per noi!!

Che cosa significa per quattro vecchie pellacce come gli Ivory suonare in una band hard rock? E’ una valvola di sfogo per mettere da parte le problematiche della vita quotidianità, oppure un semplice hobby/passione, come ce ne sono tante? E visto che ci siamo, che cosa vi spinge dopo tutto questo tempo a rimettervi in discussione ancora una volta?
Roby: nel mio caso io più che valvola di sfogo o quant’altro la definirei pura passione verso una forma d’arte chiamata musica, noi ci crediamo e nel disco abbiamo riportato tutta questa passione. E’ vero, raggiunta una certa età non si fanno sogni di gloria e fama ma si sta più terra terra, ma forse grazie a ciò che si riesce ad essere non solo più concreti a parer mio e suonare con anima, lasciando stare le capacità tecniche. Il rispetto verso ciò che è professionale non tralasciando il cuore…le grandi band anni ’70 mi hanno insegnato tanto..!!
Salvo: sono totalmente d’accordo, è la passione che ci muove la pellaccia!! Sarebbe bellissimo rivivere la magia che la musica riusciva a creare un tempo. Sarebbe bellissimo che anche i più giovani riuscissero a comprendere la bellezza del comprare un disco fisico, aprirlo e sfogliare il booklet, leggere i credits e poi godersi l’album tutto d’un fiato…. Per me è ancora così, certo ho anch’io le mie librerie digitali, ma non esiste paragone!!

Ok ragazzi, grazie per il prezioso tempo dedicatoci, siamo ai saluti finali….
Ringraziamo te Beppe per lo spazio e il supporto che ci hai concesso e speriamo che sia il pubblico italiano che estero apprezzi la nostra musica anche grazie a recensioni e interviste come la tua!!!!