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Spartan Warrior

Considerati a torto come una delle tante formazioni di secondo piano della New Wave Of British Heavy Metal, gli Spartan Warrior dei fratelli Wilkinson, Neil e Dave rispettivamente chitarra e voce, con due soli album album all’attivo, seppero crearsi uno stuolo di die hard fans e di semplici appassionati che li hanno seguiti con sempre maggiore entusiasmo dagli inizi della loro carriera, fino allo split prematuro coinciso con la pubblicazione del secondo album omonimo, edito dall’allora iper attiva Roadrunner Records, che li voleva trasformare in qualcosa che loro stessi hanno sempre rinnegato. Tornati in pista due anni addietro con il più che discreto “Behind Closed Eyes”, la formazione britannica, è riuscita a mantenere una certa coerenza di fondo, rendendosi artefice di un heavy metal di matrice tipicamente classica, adombrato da repentini sconfinamenti in territori più stentorei. Una nuova line up, uno studio di registrazione su cui fare affidamento, sono i cardini per una chiacchierata a tutto campo …
Intervista a cura di: Beppe Diana

Ciao Neil e grazie per il tuo tempo prezioso, come prima domanda vorrei chiederti se potresti svelarci quali sono le ultime novità sulla band? Se non mi sbaglio, la line up è stata stravolta ancora una volta con l’ingresso di tre nuovi musicisti, dico bene?
Ciao Beppe, è un piacere poter parlare con te! Si, ci sono delle novità riguardo la band al momento. Stiamo lavorando sul versante live per alcuni concerti, non c’è ancora molto di definito, però dovremmo annunciare a breve delle date in Europa, mentre a marzo abbiamo il Brofest festival.
Per quel che concerne la line up hai ragione, è cambiata. Dopo l’HOA sia Gordon che Tom hanno deciso da un giorno all’altro di chiamarsi fuori dalla band, così per portare a termine le date che avevamo annunciato, ci siamo avvalsi della collaborazione di James Charlton alla batteria, e lo stesso James ci ha presentato un suo amico Dan Rochester al basso, e la line up praticamente, è stata questa per un certo periodo, anche se Dan non è mai stato un vero bassista.
Infatti è successivamente passato alla chitarra, quando Mark Chapple ha deciso di non seguirci più per problemi di lontananza dal resto del gruppo.
Devo dire che riteniamo che questa sia la migliore line up che abbiamo mai avuto, speriamo che non ci sono più cambiamenti!!!

Ok, quindi, so che molti di loro suonano in alcune formazioni thrash metal , vuoi farci credere che il nuovo materiale degli Spartan Warrior potrebbe essere focalizzato su un genere più aggressivo? Pensi che loro possano portare una certa freschezza nel vostro sound?
Beh, James e Dan hanno altre band, i Risen Prophecy per quanto riguarda James e Dane of Chaos per Dan. Non c’è nessun motivo per variare la propensione sonora della band. Gli Spartan Warrior continueranno a fare quello che hanno sempre fatto. La nostra unica preoccupazione era quella di trovare degli ottimi musicisti che fossero stati in grado di suonare le nostre canzoni nel migliore dei modi, anche se, non lo nego, adesso abbiamo la sensazione che la band suoni in maniera più energica e coesa.
Certo, portare nuovi musicisti in una band, presuppone il fatto che possano in qualche modo influire nel suono finale della band, ma penso che siamo ancora fedeli a ciò che siamo stati in passato, quindi non non c’è nessuna preoccupazione di poter diventare più duri e ruvidi.

Se si esclude un lavoro d’artwork oscuro e tetro che ricorda le parole “steel and chains”, il vostro ultimo album “Behind Closed Eyes” era un buon lavoro che mostrava una produzione moderna con un approccio tradizionale, vi potete ritenere soddisfatti dei risultati ottenuti in studio?
Grazie!! Sono contento che ti sia piacciuto! Registrare “Behind Closed Eyes” è stato alquanto difficile. Avevo appena comprato un mixer nuovo, così abbiamo optato per registrare il disco a casa mia, anche se, in tutta verità, non sapevo bene come utilizzare le apparecchiature nuove che avevo ricevuto da poco tempo!!
Così, il disco è stato registrato utilizzando tecnologia moderna, tenendo ben presente quell’approccio tradizionale, come dicevi tu. Sebbene i brani siano stati mixati utilizzando il software di un computer, sono state registrate in presa diretta come se stessimo suonando dal vivo, in modo da amplificare il versante live ed il feeling di ogni singola nota!!
Sfortunatamente è stato registrato in una stanza di casa mia, ovvero insonorizzazione carente, per cui il suono finale aveva dei fruscii di fondo che abbiamo dovuto eliminare usando un kit per i livelli di rumore.
Quindi facendo presente di tutti queste problematiche, devo dire che il risultato finale non è poi così male. Penso che la cosa più importante sia che i brani suonino maledettamente bene!

In che maniera è stata accolta la release del nuovo disco? Avete avuto la possibilità di supportare l’album con alcuni concerti dal vivo ?
Abbiamo stampato “Behind Closed Eyes” tramite la Iron Age Records. Per farla breve Tom ha lavorato per far si che tutto andasse a buon fine, chiedendo più volte alla label se fosse stata realmente interessata alla band, capito che per la label sarebbe stata una buona occasione avere noi nel rooster, gli abbiamo consegnato l’album in poco tempo, e loro lo hanno pubblicato!!!
Alcune settimane dopo la pubblicazione del disco, abbiamo fatto alcuni concerti per la promozione, ma non tanti quanti ci sarebbe piaciuto farne, anche se non ci possiamo lamentare del lavoro portato avanti dai ragazzi dell’etichetta.
Quando abbiamo la possibilità di suonare dal vivo, proponiamo sempre degli estratti da tutti gli album, anche se siamo consapevoli che molti dei nostri fans vogliono sentire solamente materiale vecchio, ma non sanno che se alcuni brani di “Behind Closed Eyes”, sono stati concepiti molti anni addietro, tipo “Never Take Me Alive” che è stata scritta nell’83 e registrata per “Steel n’Chains”, ma è stata messa da parte contro la nostra volontà.

Ok, la storia racconta che gli Spartan Warrior sono stati la migliore band che ha firmato un contratto con la Guardian record, che cosa puoi raccontarci dei vostri inizi?
Beh, la band ha iniziato la vita come Deceiver ed è stata fondata da Gordon e Tom, ai quali si sono aggiunti nuovi musicisti tra cui io e Dave, ed un mio vecchio amico John Stormont, questa è stata la prima incarnazione.
All’inizio della nostra avventura suonavamo nei piccoli club e in qualche locale, poi ci siamo messi a proporre materiale originale.
Qualche mese più tardi ho sentito che la Guardian stava cercando delle band per una compilation, ed abbiamo portato una cassetta a Terry, proprietario della label, per fargli ascoltare delle raw version di “Steel n’Chains” “Easy Prey” e “Pure Overkill”.
Poco dopo John Stormont ha lasciato la band ed al suo posto è arrivato Paul Swaddle. Dopo aver ascoltato “Pure Overkill”, Terry ci ha chiesto se ci sarebbe piaciuto fare un disco, così abbiamo registrato due brani e poi il resto delle composizioni che hanno portato al nostro primo album.

Infatti, prodotto da Terry Gravaghan, che apparirà anche sul secondo disco, il già citato “Steel n’Chains” è un album pregno di ottime composizioni come l’energetica “Stormer”, o la suggestiva “Witchfinder”, quali sono i tuoi ricordi?
Mi è piaciuto registrare quel disco!!! Dei primi due album, quello che preferisco è sicuramente “Steel n’Chains” perché penso che mostra quello che eravamo veramente, ancor più del secondo album, che, a dire il vero, è stato prodotto meglio.
Come ti dicevo in precedenza, è un album di demo registrato e mixato in varie sessioni, circa due brani per volta, ed è anche per questo che i brani hanno mantenuto la loro energia primigenia. Credo che l’unico lato negativo di quest’album, è stato proprio eliminare dalla track list “Never Take Me Alive”!!

Dopo un tour nel nord della Gran Bretagna, esce il secondo album omonimo, registrato anche questa volta nello studio della Guardian, un disco che in qualche modo doveva segnare un nuovo inizio, anche se il suono era diventato più duro, solo un processo naturale, o le pressioni della nuova etichetta, vi avevano spinto a cambiare fisionomia alle composizione della band?
Beh, noi lo abbiamo visto come un processo naturale. Non ci sono state pressioni da parte della casa discografica quando abbiamo iniziato le registrazioni del secondo album. L’unica pressione c’è stata solo dopo aver registrato il secondo disco, ci avevano chiesto di suonare “devil music”.
Noi gli abbiamo risposto che se non gli piaceva come suonavamo, allora non c’era bisogno di opzionare la band per il terzo album. Per quanto riguarda i brani del secondo disco, suonano più pesanti forse perchè abbiamo lavorato fin troppo alla qualità di quell’album!!

Dal primo split della band, fino al singolo di “Never Take Me Alive”, che cosa hai combinato a livello puramente musicale? Da quello che ho capito hai costruito il tuo studio personale, è vero?
Sì, ho costruito il mio studio in casa mia un poco prima di registrare “Behind Closed Eyes” come dicevo . In verità adesso lo uso esclusivamente per provare e riprovare le nostre composizioni.
Non credo che lo utilizzeremo per registrare il prossimo album, anche se potremmo usarlo per le parti di batteria. Però posso dirti che lo stanno utilizzando i Risen Prophecy per la pre-produzione del loro prossimo album, che mi sto proprio godendo. Sta venendo fuori un’ottima release, e poi vuoi mettere le grasse risate assieme ai ragazzi della band? Impagabili!!

Qual’è la motivazione che ti spinge, dopo tutti questi anni, a rimetterti nuocamente in gioco?
Beh, io ho sempre continuato a suonare e a scrivere musica anche dopo lo split degli Spartan Warrior. E ‘stato dopo aver smesso di suonare con i Waysted, ho capito che volevo fare un nuovo disco con la mia vecchia band . La motivazione è semplice, in realtà mi piace scrivere e suonare brani con una band fatta di persone che mi piacciono. Tutto il resto è un qualcosa in più! Ovviamente vorrei che la band avesse successo, ma la mia motivazione principale è solo di fare qualcosa che mi da motivazioni.

Ho notato che gli Spartan Warrior sono fra i pochi eroi della NWOBHM che non hanno firmato un contratto discografico con la High Roller Records, come mai?
Non lo so davvero, forse lo potremmo fare per il il prossimo album, chissà!! So che abbiamo parlato di come sarà il prossimo album, e che loro si sono interessati alla ristampa di “Steel n’Chains”, ma adesso non so più nemmeno che fine ha fatto il master originale di quel disco.
So per certo di aver parlato personalmente con Tom della Iron Ages Record che mi ha detto che sta aspettando solo noi.
Attualmente abbiamo ri-registrato due vecchie composizioni da accludere in un ep da pubblicare per il trentesimo anniversario dalla fondazione della band, ma questo dopo i live e le performance di cui ti parlavo ad inizio intervista!!

Guardando al tuo passato, pensi di avere buoni ricordi o solo rimpianti? Se fosse possibile tornare indietro, rifaresti di nuovo tutto?
Direi che il mio unico rimpianto è stato il primo split della band, credo che Dave possa essere d’accordo con quello che dico, ma alla fine penso che quella sia stata una cosa naturale, dopo che suoni anni ed anni assieme all’interno di una band e condividi gioie e dolori, credo sia più che umano avere una sorta di rigetto.
Ho un sacco di bei ricordi del primo periodo. Se potessi tornare indietro avrei sicuramente provato a far desistere mio fratello ad abbandonare la band per non fargli mollare la presa, ma come ti dicevo prima, le cose accadono per una ragione, quindi magari adesso non avremmo quello che abbiamo se le cose fossero andate in un modo diverso, quindi, nel complesso, non penso che cambierei qualcosa!!

Neil, ti lascio la parola per concludere la nostra intervista….
Beh voglio ringraziare tutti i nostri fanper il loro supporto, e anche i miei compagni della band sia i passati che i presenti. Grazie di cuore!!!