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Blackwych

Formati attorno ad un nucleo di fratelli proprio come i loro conterranei Mama’s Boy, che però erano del nord Irlanda, i Blackwych da Kildare, possono considerarsi come una delle formazioni più oscure della tarda NWOBHM, anche perchè le poche informazioni che sono circolate a riguardo, si devono più al clamore suscitato dal loro unico disco rilasciato, l’esordio “Out of control” uscito nel 1986 per la piccola label Crashed Records, distribuita dalla Metal Masters inglese, la stessa dell’unico disco dei Tytan, caratterizzato da uno splendido lavoro d’artwork, e da una perfetta mistura di heavy metal classico, e partiture vicine ad un certo dark sound che, a livello di atmosfere, conferiva alle dieci composizioni del disco, quel certo senso di fascino arcano. Grazie all’interessamento dell’amico Kieran O’Loughlin, proprietario dell’etichetta Slaney Records, siamo riusciti a contattare il chitarrista Declan James, il quale si è sottoposto al fuoco incrociato delle nostre domande!!!
Intervista a cura di: Beppe Diana

Ciao Declan e grazie per il tempo che ci stai dedicando, cosa puoi raccontarci del primo periodo trascorso con i Blackwych?
Ciao Beppe è grazie a te. Inizio con il dirti che i Blackwych non sono stati la prima band con cui ho suonato. In realtà la mia prima esperienza l’ho fatta con i Warlock, una formazione di Kildare qui in Irlanda, con i quali ho suonato la chitarra per circa 3 anni. Dopo il loro split, ho fatto altre piccole esperienze con altre formazioni, fino a quando ho letto un articolato di un gruppo che cercava un chitarrista, questa band erano i Blackwych.

Se non sbaglio la band ebbe la possibilità di registrare una demo di due tracce che apparirà nella compilation del 1985 “Metal Green: New Irish Heavy Metal”, giusto?
Sì, ci sono due brani presenti in quell’album, sono delle versioni demo. Avevamo inviato quattro canzoni alla label, e due di queste sono state utilizzate, sto parlando di “Out of Control” e “Metal Mania”, potete ascoltare i brani su youtube, li abbiamo caricati non tanto tempo fa…

Nello stesso anno la band programmò la registrazione del primo album negli Slane Studio, è vero che le sessioni si sono svolte nell’arco di soli tre giorni, e che in origine il disco doveva contenere dodici tracce?
Vedo che sei bene informato!! Sì, l’album è stato registrato in tre giorni, per un costo totale di 750 sterline e doveva contenere dodici tracce, ma eravamo a corto di tempo, quindi ne abbiamo potuto registrare solamente dieci, purtroppo abbiamo dovuto lasciare da parte sia ”Forever” che “Bloody War”.
Ti dirò di più svelandoti una curiosità che in molti non conoscono, il batterista su quell’album è un turnista. Sai, il nostro batterista ufficiale, ci aveva fatto sapere solo alla fine che non avrebbe preso parte alla registrazioni del nostro disco. Così il nostro caro amico turnista ha dovuto imparare tutte le parti sette giorni prima dell’entrata in studio per le registrazioni,

… sì, poiché in breve tempo, i Blackwych riescono a trovare un accordo con Shay Hennessy della Crashed Records …
Eravamo nel 1986, non ti nego che è stato difficile registrare e cercare di mettere in commercio un album senza un contratto discografico, non c’erano i mezzi di comunicazione che abbiamo oggi, non c’era internet!!!
Quindi dopo la compilation “Metal Green”, ci siamo subito accordati con Shay Hennessy della Crashed, ed abbiamo firmato un accordo per registrare un album , con opzione su altre future release da parte della band per circa due anni.

Nonostante tutto, “Out of Control” proponeva un attacco a base di metal classico influenzato da alcuni elementi atmosferici, una sorta di mix perfetto di NWOBHM e sonorità più dark, sei d’accordo con me?
Sono pienamente d’accordo con quello che dici, eravamo una band heavy rock, suonavamo uno stile musicale tendenzialmente influenzato dalle grandi formazioni che stavano rendendo celebre la NWOBHM come Judas Priest e Iron Maiden.
Queste erano le nostre influenze, anche se, personalmente, all’epoca, ero influenzato dal modo di suonare di Pat Mc Manus dei Mama’s Boys, avevo avuto il modo di suonare di supporto a loro con alcune delle band di cui ti parlavo ad inizio intervista, ma mi piacevano anche band come MSG e Thin Lizzy, per non parlare poi di Zep, Purple, Wishbow Ash, Ozzy solo per citarne un paio di più.

Il lavoro d’artwork è semplicemente fantastico, chi è l’artista autore di quell’opera d’arte?
Il nome dell’artista è Alan Craddock!! Ha fatto altri lavori, se ti colleghi alla nostra pagina myspace, puoi trovare tutti i ragguagli e vedere altre delle sue fantastiche opere di pittura!!

In che modo sono nate composizioni come “Man Hunt”, “Burning Down The Line” o “Mental Telepathy”?
Mi è sempre piaciuto scrivere brani musicali sin dagli inizi della mia carriera, brani carichi di pathos, ma con una solida sezione ritmica di sottofondo.
Partendo dall’ultima da te citata, “Mental Telepathy” è nata tenendo conto di queste caratteristiche, ho scritto la parte musicale, e poi ho buttato giù il testo. Il brano ha preso questo titolo in omaggio al genere musicale che noi abbiamo sempre amato suonare.
Come ti ho detto poc’anzi, sono sempre stato un grande fan dei Mama’s Boys, mi piacevano molto le loro melodie, ed il loro approccio personale all’heavy sound, e questo si sente molto nel nostro brano.
“Burning Down The Line” è dedicata all’esperienza professionale di mio fratello che ha lavorato per anni nell’ambiente delle moto, prima per la “Two Wheels motorcycle” qui a Dublino, ora invece lavora alla Honda Irlanda, e nel fine settimana si dedicava alle corse. Il brano naturalmente parla di una gara motociclistica.
Infine “Man Hunt” incentrata su un riff heavy.
Mi piace molto il groove della chitarra e quello della batteria, è stata sempre una delle mie preferite da suonare nei live.

Il successo dell’album nella natia Irlanda, vi permise di organizzare un piccolo tour, alla fine del quale vi si paventò la possibilità di andare in Inghilterra per firmare un contratto con un manager piuttosto conosciuto….
Quanto dici è corretto, siamo partiti per Londra, e dopo che ci siamo trasferiti ed abbiamo ricevuto le nostre attrezzature e gli strumenti, l’affare è saltato, l’inesperienza all’epoca ci ha giocato contro!! Adesso non mi muoverei mai da casa mia senza avere un contratto stipulato..

Molti collezionisti di reliquie asseriscono che la band nel periodo 87/88 registrò un album dal vivo su nastro chiamato “The Last Stand”, è vero?
Sì, l’abbiamo pubblicato su nastro e su vinile in edizione molto limitata come un’auto-produzione. Pensa che non posseggo nemmeno la mia copia personale, tutta la mia collezione è stata distrutta in un incendio, nei primi anni novanta!!!

Dopo l’uscita di “A World Wide Cellar” la band si sciolse in maniera inevitabile…
Esatto, i miei fratelli presero diverse direzioni musicali. Niall si unì ai Midnight Blue formazione di AOR inglese, Ciarran riuscì a debuttare come solista sotto il pseudonimo di Finn mc Cool, mentre per quel che mi riguarda, all’epoca dello scioglimento del gruppo non ero in uno stato d’animo ottimale, così mi sono allontanato dalla scena musicale per molti anni!!!

E veniamo ad oggi , dopo tanti anni passati come turnista, hai finalmente deciso di riportare in vita i Blackwych come semplice progetto da studio, puoi darci qualche dettaglio in più??!
Ho amato i Blackwych come si fa con un figlio, ed è per questo che mi piacerebbe che più persone si avvicinassero alla nostra musica.
Come ti dicevo prima, mi è sempre piaciuto comporre e suonare dal vivo, e per questo che voglio approfondire meglio alcuni aspetti del nostro versante compositivo.
In più, molte volte ricevo ancora dei messaggi da parte di ascoltatori che si vorrebbero approcciare alla nostra musica, avendo la possibilità di ascoltare altre composizioni della band, ed è per loro che voglio andare avanti.

Quindi è naturale che il primo passo della band sarà la re-release di “Out of Control” su cd, ci sarà la possibilità di ascoltare i brani delle vecchie demo?
Sto tentando di digitalizzare parte delle nostre demo, almeno quelle che si sono salvate dall’incendio, in modo da poter arricchire il nostro sito personale, così chiunque abbia voglia di andare a fare un giro su www.blackwych.com , può scoprire il passato della band.

Ascolti ancora qualche vecchio lp di hard rock, oppure hai sviluppato altri gusti musicali come la gran parte dei tuoi colleghi dell’epoca che preferiscono ascoltare solo Ramstain ed altra spazzatura?
Ascolto regolarmente Michael Schenker, Thin Lizzy, AC / DC, Iron Maiden, Led Zeppelin, Deep Purple, Rainbow, per lo più gente della vecchia scuola. Non sono un fan del death metal, o delle ramificazioni più pesanti dell’heavy metal come il black o il grind, ma non le rinnego affatto come espressioni musicali!!!

Prima di finire la nostra intervista, che cosa ti senti di suggerire ad una giovane band che sta muovendo i suoi primi passi nel mondo dorato del music business??
L’industria musicale è cambiata così tanto, è un mondo diverso da quando ho iniziato a suonare,
lo scopo principale adesso è di:
A) essere pronti a lavorare sodo per la tua musica, non c’è nessuna corsia preferenziale per il successo….
B) usare youtube come strumento di marketing, non lasciare che qualcun altro si prenda la briga di caricare la tua musica, non permettere che nessuno, e dico nessuno, abbia il controllo della vostra pagina web personale o di facebook, sarebbe un grave errore!!
c) Avere un bel po di merchindise da vendere ai concerti, ho visto molti live in cui le band non hanno nemmeno un banchetto per la vendita dei CD, come ti aspetti di farti pubblicità, se non puoi essere nemmeno vendere una demo ai tuoi live?
D) Non aspettatevi che qualcuno vi aiuti. Uscite dal vostro guscio e combattete per la vostra posizione all’interno del mercato discografico nel mondo della musica, la sua ancora, è meglio conoscere sempre tutto di tutti per non essere poi impreparati!!

Ok Declan siamo alla fine, grazie di cuore!!!
Grazie a te per il tempo che hai dedicato alla band preparando le domande.