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Xcell

In tutti questi anni ho avuto l’opportunità di ritrovare ed intervistare numerose band underground perse nell’oblio della storia dell’heavy metal, formazioni soprattutto italiane, ma questa band del Texas degli anni ’80, occupa un posto speciale nel mio cuore. Sì ragazzi, quelli di voi che posseggono il primo album della band, conoscono l’inizio della scena metal americana, che possedeva un’energia vitale, e quel senso di ricercatezza che animava i cuori di molti cultori e tape trading dell’epoca. Questa intervista è stata realizzata grazie alla buona verve di uno dei membri storici della band, il chitarrista Kevin Cox, un buon musicista e un grande uomo. Magari è un sogno che non si realizzerà mai, ma se conoscete qualcuno che possa farli suonare qui da noi in Europa, è pregato di mettersi in contatto con la band, la quale vorrebbe ritornare a suonare e riconquistare l’affetto dei suoi sostenitori come avevano fatto nei primi anni del 1980 …..

Intervista a cura di Beppe Diana

Ciao Kevin, e benvenuto sulle nostre pagine, so che non è facile per te, ma puoi raccontarci qualcosa sugli inizio degli Xcel?
Ciao Beppe! E ‘un piacere parlare con te. Per quanto riguarda l’inizio dell’avventura Xcel, ricordo che la band nacque da una costola di una precedente formazione chiamata ‘Wizzard’.
Pete e Barry erano già nei Wizzard da tempo, anche se Barry li aveva lasciati per unirsi ad un’altra formazione sicuramente più promettente.
Dopo il suo abbandono, gli altri ragazzi mi chiesero di unirmi a loro, e così feci.
Per farla breve, Barry volle ritornare fra i ranghi della band dopo aver visto verso che direzioni musicali la band stava dirigendosi, ma al ritorno di quest’ultimo, prima il batterista, e poi il vocalist decisero di lasciarci per motivi personali.
Con tre membri nuovi su cinque, era inutile continuare con il vecchio moniker, per cui, optammo per Xcel, così Peter, che conosceva Kevin Luke, lo invitò a provare con noi, e lo stesso Kevin Luke portò con se un suo vecchio amico, ovvero Dag.
Eravamo veramente entusiasti di entrambi, con loro cominciammo a suonare e a provare i nostri pezzi, tenedo la formazione segreta fino a quando non decidemmo di uscire veramente allo scoperto.

Era la prima grande occasione per ogni ragazzo della band, o qualcuno di loro aveva già suonato in alte formazioni?
So che gli altri ragazzi erano coinvolti in altri progetti prima di formare gli Xcel, ma niente di veramente serio da quel che ricordo.
Prima dei già citati Wizzard suonavo in una band anche se il nostro unico pensiero era quello di fare festa e fare casino più che lasciarci andare in qualcosa di relativamente serio ed importante, tanto più produrre musica originale.
Quindi posso ritenere gli Xcel come la prima vera prima band seria nella quale tutti condividevano gli stessi obiettivi e la stessa etica del lavoro.
Eravamo come fratelli.

Ci sono state delle demo pubblicate prima della registrazione del disco d’esordio? Lo chiedo, perché ho ascoltato la versione live di “Out to maim” suonata dal vivo a Beaumont, Texas nel 1986
Non c’è mai stato una demo ufficiale per quella song.
Ricordo che siamo andati nello studio di casa di un nostro amico, ed abbiamo registrato a nostre spese il brano, solo per sentire come suonava e stabilire se eravamo veramente in grado di poter piacere a qualcuno, noi per primi.
Di sicuro posso dirti che su quelle sessioni, non c’era ancora Dag, anche perchè quelle prove furono effettuate con l’ausilio del vecchio drummer dei Wizzard.
Il video live su YouTube, è l’unica registrazione conosciuta con Dag a suonare la batteria, l’unica che io sappia naturalmente.

Ok, da sempre il nome del gruppo è correlato con il capolavoro “Deliver this dream”, ci può raccontare alcuni dettagli sulla registrazione, il tempo che avete trascorso in studio di registrazione? Avevate avuto a disposizione un budget decente?
Oltre allo split iniziale della band, questo è probabilmente l’argomento più frustrante da trattare, per quel che concerne la nostra storia.
Avevamo un budget molto limitato, ed abbiamo potuto completare le registrazioni facendo leva sui nostri risparmi, anche se non ne avevamo molti a dire la verità.
Quindi, al fine di facilitare il processo di registrazione, e spendere il nostro tempo in studio in modo oculato, abbiamo provato senza sosta per mesi prima di entrare a registrare.
Volevamo che quelle canzoni suonassero in modo definitivo ed avessero il giusto tiro, in modo da rimanere poco tempo in studio, e così abbiamo fatto.
Purtroppo gli ingegneri dello studio non sapevano cosa fare con noi, ancor di più non sapevano come comportarsi . Di solito registravano bande musicali dei paese, e non avevano proprio idea di cosa fare con una band heavy metal come la nostra.
La qualità del suono dell’album è terribile e non riflette le nostre peculiarità attitudinali, ma era tutto quello che potevamo permetterci, e non sapevano come “tradurre” ciò che eravamo su nastro.
Penso che abbiamo registrato il tutto in una settimana o due, con sessioni stile maratona che, a volte, duravano fino a tarda notte.
Pensa, prima mi trovavo in una stanza con il mio Marshall che eruttava suoni brutali e terribili, dopo di che mi spostavo nella sala del mixer per sentire quello che avevo appena suonato.
E’ stato tutto molto frustrante, giuro.

Puoi raccontarci all’epoca quali erano le vostre influenze principali?
Beh per quel che mi riguarda sicuramente i primi Queensryche, Iron Maiden, Dio, Judas Priest. Tuttavia, all’intero del materiale scritto, abbiamo cercato intenzionalmente di non sembrare troppo vicino a nessuno, e penso che in parte ci siamo pure riusciti.
Barry era un molto concentrato, il suo songwriting era veramente unico, vorrei avere la metà delle sue idee o dei riff che ha partorito all’epoca, se funzionavano, li tenevamo, se non ci piacevano, li scartavamo.

Avete saputo che, qualche tempo fa, il vostro disco è stato ristampato in via non del tutto ufficiale da un’etichetta greca? Cosa ne pensi?
Oh sì, abbiamo saputo di questo proposito, infatti ne abbiamo comprato uno per curiosità, perché volevamo vedere come suonava. Pensa che in questo master c’è un suono di tastiera che l’originale non ha, qualcuno ha pensato bene di ottimizzarlo!!
Non sono sicuro che l’etichetta sia greca come dici, penso invece che la label sia proprio italiana, perchè il cd che mi è stato spedito proveniva proprio dal tuo paese, almeno, lo sono quelli dai quali abbiamo comprato una copia.
Il suono della tastiera non mi piace affatto, non lo lo avremmo mai utilizzato, e questo è solo uno di quei motivi che mi fanno arrabbiare, anche perchè qualcuno stà cercando di lucrare sul nostro duro lavoro e sui soldi che noi abbiamo speso di tasca nostra.
Il lato positivo invece è che, proprio grazie a quella pubblicazione amatoriale, stiamo ricevendo il consenso di molti nuovi fans da tutto il mondo, e questo ci ha spinto a rimettere mano a quel master e a remixarlo e rimasterizzarlo, in modo da riportare in vita il master originale e far ascoltare la versione primordiale dell’intero disco proprio come l’avevamo prevista noi.
Quindi, se qualcuno vuole la copia del disco remixato e rimasterizzato, dovrete rimanere sintonizzati. In caso contrario, la copia che avete acquistato da uno di questi rip off, è solo spazzatura. Ma hey, è il vostro denaro che state sprecando!!!

Toglimi una curiosità, chi è il proprietario del master?
Ho il master fisico del nastro originale a casa mia, gli Xcel detengono tutti i diritti sull’originale, credimi, abbiamo trasferito tutto in digitale, ed ognuno di noi ha un master digitale originale, ma sono tutti sotto chiave, per ovvie ragioni.

Ma all’epoca, per una band come la vostra, provenire dal Texas era un vantaggio? E se non è troppo, avete avuto mai la possibilità di suonare con band come First Strike, Militia e Watchtower?
Direi che la nostra posizione è stato più uno svantaggio per noi, anche perchè, il nostro tipico timbro musicale, nella parte sud-est del Texas, non poteva godere di un’esposizione mediatica come quella che invece c’era in altre regioni degli Stati Uniti ed in Europa in particolar modo, ci sentivamo isolati dal resto del mondo.
Quando abbiamo firmato con la Accent Records per pubblicare il nostro singolo, abbiamo pensato che, anche per noi, sarebbe arrivato il momento di decollare e farci conoscere anche al di fuori del Texas.
Ma come al solito non se ne fece nulla, era solo un’altra ‘promessa’ di quelle persone che ti promettono il mondo e non mantengono mai!!
Le band che hai citato tu, le ho sentite nominare negli ultimi anni, non ero a conoscenza della loro esistenza all’epoca, sono sicuro che ci sarebbe piaciuto suonare con loro, avremmo dato qualsiasi cosa all’epoca per suonare dal vivo, ma ci siamo dovuti accontentare di qualche sporadica apparizione live e niente più.

Avevate relazioni di amicizia con band come CRIMSON GLORY, VICIOUS RUMORS, METAL CHURCH?
Ha, ha. No, non conosco nessuno di quei gruppi personalmente. Ho ascoltato i Crimson Glory e i Metal Church però. Credo di avere un paio di loro album. Quindi non posso dirti nulla al di fuori di quello che probabilmente già sai.

Quali sono i tuoi ricordi vostri dei vostri show più fortunati dei gloriosi anni ’80?
Per quanto riguarda i nostri lve show, quello del 3 gen 1986 è stato sicuramente il più migliore e memorabile, abbiamo affittato il Civic Center e fatto la promozione tutto da soli.
Arrivati dietro le tende prima del concerto, ci siamo accorti che c’erano quasi 200 paganti che aspettavano il nostro debutto ufficiale, molte di più di quelle che ci aspettavamo, pensa che abbiamo dovuto stampare dei biglietti a mano per permettere alle persone che erano fuori di poter entrare ed assistere al nostro concerto, quei biglietti non finivano mai!!
Un altro spettacolo che ricordo con affetto fu la data fatta ad Houston, in Texas. Abbiamo finito per firmare con una società che gestiva i nostri live, dopo che abbiamo finito di suonare in quel concerto. Eravamo veramente forti, ed abbiamo suonato divinamente qualla sera!!

La musica di “Deliver this dream” è un classic metal con un tocco progressivo, intriso di partiture melodiche con ottime parti strumentali, né thrash o hair metal, i due tipi di musica che, alla fine degli anni ottanta, regnavano all’interno delle classifiche americane, pensi che sia stato questo il motivo per cui il disco finì presto nel dimenticatoio?

No. Non credo che sia questa la ragione che non ci ha permesso la definitiva consacrazione.
Il tempo ci ha insegnato che è fatto di corsi e di ricorsi, e la scena grunge con i vari Nirvana, Pearl Jam, ecc, stava iniziando a decollare.
E come spesso succede, anche negli USA alle prese con una nuova moda, in molti presero a snobbare l’hard rock ed il metal.
Inoltre, quando il mercato azionario crollò qui negli Stati Uniti nel 1988, tutti quelli che in qualche modo avevano investito nella band, ci lasciarono veramente con il culo per terra, preferendo investire i propri soldi altrove. Non c’era proprio nessun interesse.
Abbiamo avuto un paio di occasioni supplementari, ma il manager che avevamo all’epoca, ci ha fregati, e non ha usato gli investimenti che sono stati offerti specificamente per Xcel.
Voleva usarli per altre band vicine al pop, ma non ci è riuscito, anche perchè cui gli investitori si erano rifiutati di dargli i soldi.
Abbiamo scoperto tutto questo circa un anno più tardi dell’accaduto, dopo lo scioglimento del gruppo.

Su metal-archives c’è riportato che nel 1987 avevate registrato un singolo per il brano “Last Ride Of Ichabod Crane”, avevate intenzione di stampare un secondo disco?
Non mi ricordo in particolare quando abbiamo rilasciato il singolo, ma sono abbastanza sicuro che era prima del 1987. Tuttavia, abbiamo sicuramente pianificato di rilasciare un secondo album. Avevamo abbastanza canzoni per pubblicare anche due album, se non ricordo male.
A mio parere, la musica che abbiamo composto per il secondo album, era più pesante e anche migliore di quella che si trova fra le trame di “Deliver this dream”.
All’epoca provavamo incessantemente stavamo cercando di ottenere un nuovo contratto con un’etichetta diversa dalla prima.
In più, questa volta, tutta la band era stata coinvolta nel processo di composizione. Piter aveva composto un brano intitolato “Paris 1940″ veramente eccezionale. Barry, naturalmente, aveva scritto la parte musicale, ed aveva composto assieme a me il brano “The Queen Has Fallen” una delle mie canzoni di tutti i tempi del repertorio Xcel.
Abbiamo registrato anche un singolo da dare al nostro promoter che ci permettesse di essere ascoltati da alcune label e tentare anche qualche passaggio in radio.
Di passaggi in radio, ne abbiamo ottenuti sia sulla costa occidentale, che nella parte nord-est degli Stati Uniti.
Ma non nella nostra città natale, credo che fossimo troppo pesanti per essere ascoltati in radio a quei tempi, oppure c’era qualche politica in gioco di cui noi non conoscevamo l’esisrtenza.
Non lo sapremo mai, e non riuscirò mai a capirlo.

A livello musicale, che cosa hai combinato dopo lo split della band?
Dopo che gli Xcel si separano, ero abbastanza depresso. So che tutti lo erano. E’ stato come passare attraverso un divorzio che nessuno voleva. Mi mancavano le prove, gli spettacoli, o il solo essere in giro con i ragazzi della band, è stato davvero difficile.
Ma suonare in una band, non paga le bollette, così mi sono lasciato tutto dietro, per andare al college e ricominciare da capo.
La cosa divertente è che, mentre ero al college, ho avuto a che fare con gente che conosceva gli Xcel e la loro musica. Mi sono imbattuto in persone che avevano il nostro album, e questo mi bruciava ancora di più. Ma è stato bello sentirsi dire che eravamo una buona realtà musicale.
Questo mi ha fatto capire che se gli Xcel avessero avuto il giusto sostegno, avrebbero potuto fare grandi cose. So che Barry, Dag, e Kevin Luke hanno fatto un po ‘di cose con altre band in seguito. Li ho persi di vista per un bel po di tempo. Perchè sai, andare a vedere dei live show di altre band è un sentimento misto per me.
Una volta ho detto a mia moglie che guardando la folla che assiste ad un concerto, avrei potuto indicargli chi fra loro era un musicista. Sono quelli che studiano ciò che viene fatto sul palco. Sembra che non siano interessati all’evento o a quello che sta succedendo sul palco, ma lo sono, di sicuro.
Pensa che quando siamo andati a vedere i Primal Fear una volta, mia moglie si rivolse a me e mi disse: “Non ti stai divertendo?”. Ho detto “Sì, perché?”, e lei “sembra che non ti stai godendo il concerto.”
Mi sono messo a ridere e le ho detto: ” me lo sto godendo appieno invece, è che sto andando fuori di testa. Stai scherzando? “. Ho solamente avuto un momento difficile a concentrarmi su dei musicisti che suonano in maniera perfetta. È incedibile vedere da vicino in che maniera canta Ralf Scheepers, e poi quel Alex Beyrodt, accidenti….

Ripensando al trascorso della band, pensi di avere qualche rimpianto?

Sai, onestamente non ho alcun rimpianto, diversi di noi forse erano troppo fiduciosi.
Penso agli Xcel come ad un animale che è stato tenuto in gabbia e che non ha avuto il piacere di godersi la sua libertà.
Non posso parlare per il resto della band, ma personalmente rifarei nuovamente tutto da capo.
Mi piacerebbe vedere gli Xcel mettere fuori del nuovo materiale con un suono all’altezza delle aspettative!!!
Sono sicuro che se vi è piaciuto “Deliver This Dream”, amerete la roba nuova, se mai ce ne sarà data la possibilità. In termini di dare del nostro meglio?
Sì, mi sento che lo abbiamo fatto. Le cose non hanno funzionato allora. Ma mi piace pensare che il meglio deve ancora venire!

Hey Kevin ma che cosa significa oggi la parola heavy metal per te?
Wow, bella domanda. Io ascolto un po di tutto, ma nota bene, musica suonata da veri musicisti
Posso apprezzare una buona canzone, e il talento per qualsiasi cosa, tranne il nonsense della ‘musica’ rap. Non sopporto assolutamente quella roba. Non riesco a trovare la qualità musicale.
Per me la musica è il suono di una chitarra, della batteria e di una voce, musica fatta con veri musicisti e non qualche campionamento o roba programmata.
Ho amato quel tipo di musica da quando mi sono avvicinato al mio primo album di hard rock, Kiss Alive II.
Mi sedevo nella mia stanza prima di iniziare a suonare la chitarra, bastava guardare la copertina di quell’album, che lo ascoltavo più e più volte. Sono stato attratto nel vortice, e non mi sono mai tirato indietro..
Non so darti uno specifico significato su ciò che l’heavy metal significhi per me, mi spiace. Ma posso dirti che la musica metal mi eccita e mi emoziona quando la sento.
Si tratta di pura potenza che mi vibra denro. Quindi arrivare a suonare in realtà è un ‘farmaco’ in se stesso.

Quali sono le tue band preferite in questo momento?

Se non lo hai ancora capito, la mia band preferita in assoluto in questo momento sono i Primal Fear. Li ho trovati per caso, un giorno mentre ero alla ricerca di diversi tipi di musica.
Li ho sentiti e mi sono detto “Questo è tutto! …. Questo è il suono!”
La voce di Ralf Scheepers, le chitarre di Matt Sinner, che formano la spina dorsale di ogni brano, e la batteria di Randy Black. Mi hanno letteralmente stato spazzato via.
Questa è la direzione musicale che avrei amato per gli Xcel, anche se conosco un sacco di persone ci hanno paragonato più volte ai Queensryche nel corso degli anni, ma non è la mia opinione personale.
Ascolto anche Annihilator, Brainstorm, Disturbed, Accept, Iron Maiden, King’s X, etc.
Anche se non lo definirei pesanti, non esiste un musicista sul pianeta che non ama ascoltare Rush. “Moving Pictures” è ancora uno dei miei album preferiti di sempre.

Ok man, siamo veramente alla fine, vuoi fare un particolare saluto ai lettori italiani?

Vorrei solo dire che vi sarò eternamente grato per il sostegno e l’interesse che avete mostrato per gli Xcel, anche oggi. Faccio fatica a capire come il sogno legato a “Deliver this drem”, continua ad andare avanti da solo dopo tutti questi anni. Invidio l’Europa e il vostro amore per l’heavy metal. Avrei veramente voluto che ci fosse la stessa passione qui negli Stati Uniti.
Niente mi renderebbe più felice di venire in Europa un giorno e incontrare un sacco di persone che ancora amano la nostra musica. Lo trovo affascinante, e ne sarei estremamente felice.
E’ una sensazione incredibile sapere che qualcuno apprezza il tuo operato, qualcosa in cui hai messo tutto te stesso, riversando il cuore e l’anima.
Mi piace il modo con cui voi tenete in forte considerazione la nostra musica, continuate così, e sostenete quelle band che ci danno dentro con la musica che noi tutti amiamo così tanto.
Amo l’Italia e spero di venire a visitarla un giorno, quindi se un giorno mi vedrete, siete pregati di venire a salutarmi, sul serio!
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Beppe, grazie ancora ed in bocca al lupo per tutto!!!